MAROTTA, Erasmo
3 voix · Basso, Quinto, Canto
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Basso
E fatto, non so come,astutoe scaltro, E fatto, non so come,astutoe scaltro Più de l'usato mi sovenne D'un'inganno gentile, mi sovenne D'un'inganno gentile, co'l qual'io Recar potessia fineil mio talento: incominciaiA lamentarmi, incominciaiA lamentarmi di cotal maniera, Che quella medicina che la lingua non richiedeva, Che quella medicina che la lingua non richiedeva il volto richiedeva, il volto richiedeva, il volto richiedeva.
Quinto
E fatto, non so come,astutoe scaltro, E fatto, non so come (guarda quantoAmor'Aguzza l'intelletto) mi sovenne D'un'inganno gentile, mi sovenne, mi sovenne D'un'inganno gentile, co'l qual'io Recar potessia fineil mio talento: Che fingendo ch'un'apehavesse morso Il mio labbro di sotto, incominciaiA lamentarmi di cotal maniera, Che quella medicina che la lingua Non richiedeva, che la lingua Non richiedeva, Che quella medicina che la lingua Non richiedeva, il volto richiedeva il volto richiedeva.
Canto
E fatto, non so come,astutoe scaltro, astutoe scaltro Più de l'usato (guarda quantoAmor'Aguzza l'intelletto) mi sovenne D'un'inganno gentile, mi sovenne D'un'inganno gentile, gentile, co'l qual'io Recar potessia fineil mio talento: Che fingendo ch'un'apehavesse morso Il mio labbro di sotto, incominciaiA lamentarmi di cotal maniera, Che quella medicina che la lingua Non richiedeva, Che quella medicina che la lingua Non richiedeva il volto richiedeva, il volto richiedeva.
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