Picciola è l'ape e fa col picciol morso

BALSAMINO, Simone

6 voix · Basso, Quinto, Tenore, Alto, Sesto, Canto

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Paroles

Basso

Picciolaè l'Ape,e fa col picciol morso Pur gravie pur moleste le ferite; Or sottoa l'ombra de le palpebre, Or dentro le pozzette Che formaun dolce risoin bella guancia; E pur fa tanto grandie sì mortali E cosìimmedicabili le piaghe. E mille spiedi Ha negliocchi di Silviail crudoAmore, Silvia crudeleed empia Più che le selve! Oh comea te confassi Tal nome, e quanto vide chi te'l pose! e tu dentroal bel petto Nascondiodio, disdegno,ed impietate, Fere peggior ch'angui, leonied orsi Ché si placano quei, questi placarsi Non possono per prego né per dono. Ohimè, quando ti portoi fior novelli, Tu li ricusi, ritrosetta, forse Perché fior via più bellihai nel bel volto. Ohimè, quand'io t'offriscoil dolce mele, Tu lo disprezzi, dispettosa, forse Perché mel via più dolcehai ne le labbra. Ma se mia povertà non può donarti Cosa ch'in te più bellae dolce non sia, Me medesmo ti dono. Ahi, ché le ville Seguon l'essempio de le gran cittadi; E veramenteil secol d'oroè questo Poiché sol vince l'oroe regna l'oro, O chiunque tu fosti, cheinsegnasti primoa vender l'amor, sia maledetto. Tu le sue liete Dolcezziinamaristi. Ed il piùabominabileeil più sozzo Che produca la terrao'l mar fra l'onde. il cervoadoprail corso, ed il bavoso Cinghialeil dente;e son potenzaed armi De la donna bellezzae leggiadria. Sforzerò, rapirò quel che costei Mi niega,ingrata,in merto de l'Amore: Piangae sospiri pur, usiogni sforzo Di pietà, di bellezza: che, s'io posso Questa mano ravvogliere nel crine, Indi non partirà, Indi non partirà ch'io pria non tinga L'armi mie per vendetta nel suo sangue, L'armi mie per vendetta nel suo sangue.

Quinto

Ma qual cosaè più picciola d'Amore, Sein ogni breve spazioentra, e s'ascondeIn ogni breve spazio? Or tra' minuti rivi D'un biondo crine, E pur fa tanto grandie sì mortali E cosìimmedicabili le piaghe. Ohimè, che tutte piagae tutto sangue Son le viscere mie; E mille spiedi Ha ne gliocchi di Silvia CrudeleAmore, Oh comea te confassi Tal nome, e quanto vide chi te'l pose! Celan le selveangui, leonied orsi Dentroil lor verde; Fere peggior ch'angui, leonied orsi questi placarsi Non possono per prego né per dono. Ohimè, quandoio ti porgoi vaghi pomi, Tu li rigiuti, disdegnosa, forse, Perché pomi più vaghihai nel bel seno. Ma se mia povertà non può donarti Or perchéiniqua, Schernieabborriil dono? Non sonoio brutto, no, né tu mi sprezzi Perché si fattoio sia, ma solamente Perché povero sono: Ahi, ché le ville Seguon l'essempio de le gran cittadi; E veramenteil secol d'oroè questo Poiché sol vince l'oroe regna l'oro, Tu prima svergognasti La nobiltà d'amore. Amor venale, Amor servo de l'oroè'l maggior mostro, Che produca la terrao'l mar fra l'onde. Ma perchéin van mi lagno? Usa ciascun Quell'armi che gliha date la natura per sua salute: Il leon gliartigli, e son potenzaed armi De la donna bellezzae leggiadria. Io perché non per mia saluteadopro La violenza, se mi fé natura Attoa far violenzaed a rapire? Piangae sospiri pur, usiogni sforzo Di pietà, Indi non partirà, Indi non partirà ch'io pria non tinga L'armi mie per vendetta nel suo sangue, L'armi mie per vendetta nel suo sangue.

Tenore

Picciolaè l'Ape,e fa col picciol morso Pur gravie pur moleste le ferite; Ma qual cosaè più picciola d'Amore, Sein ogni breve spazioentra, e s'ascondeIn ogni breve spazio? Or sottoa l'ombra de le palpebre, Or dentro le pozzette Che formaun dolce risoin bella guancia; E pur fa tanto grandie sì mortali E cosìimmedicabili le piaghe. E mille spiedi Ha negliocchi di Silviail crudoAmore, Silvia crudeleed empia Più che le selve! Oh comea te confassi Tal nome, e tu dentroal bel petto Nascondiodio, disdegno,ed impietate, Fere peggior ch'angui, leonied orsi Ché si placano quei, questi placarsi Non possono per prego né per dono. Ohimè, quando ti portoi fior novelli, Tu li ricusi, ritrosetta, forse Perché fior via più bellihai nel bel volto. Ohimè, quand'io t'offriscoil dolce mele, Tu lo disprezzi, dispettosa, forse Perché mel via più dolcehai ne le labbra. Ma se mia povertà non può donarti Cosa ch'in te più bellae dolce non sia, Me medesmo ti dono. Ahi, ché le ville Seguon l'essempio de le gran cittadi; E veramenteil secol d'oroè questo Poiché sol vince l'oroe regna l'oro, O chiunque tu fosti, cheinsegnasti primoa vender l'amor, sia maledetto. Tu le sue liete Dolcezziinamaristi. Ed il piùabominabileeil più sozzo Che produca la terrao'l mar fra l'onde. il cervoadoprail corso, ed il bavoso Cinghialeil dente;e son potenzaed armi De la donna bellezzae leggiadria. Sforzerò, rapirò quel che costei Mi niega,ingrata,in merto de l'Amore: usiogni sforzo di bellezza: che, s'io posso Questa mano ravvogliere nel crine, Indi non partirà, Indi non partirà ch'io pria non tinga L'armi mie per vendetta nel suo sangue, L'armi mie per vendetta nel suo sangue.

Alto

Picciolaè l'Ape,e fa col picciol morso Pur gravie pur moleste le ferite; Ma qual cosaè più picciola d'Amore, Sein ogni breve spazioentra, e s'ascondeIn ogni breve spazio? Or tra' minuti rivi D'un biondo crine, E pur fa tanto grandie sì mortali E cosìimmedicabili le piaghe. Ohimè, che tutte piagae tutto sangue Son le viscere mie; CrudeleAmore, Oh comea te confassi Tal nome, e quanto vide chi te'l pose! Celan le selveangui, leonied orsi Dentroil lor verde; Fere peggior ch'angui, leonied orsi questi placarsi Non possono per prego né per dono. Ohimè, quandoio ti porgoi vaghi pomi, Tu li rigiuti, disdegnosa, forse, Perché pomi più vaghihai nel bel seno. Ma se mia povertà non può donarti Cosa ch'in te più bellae dolce non sia, Or perchéiniqua, Schernieabborriil dono? Non sonoio brutto, no, né tu mi sprezzi Perché si fattoio sia, ma solamente Perché povero sono: Ahi, ché le ville Seguon l'essempio de le gran cittadi; E veramenteil secol d'oroè questo Poiché sol vince l'oroe regna l'oro, Tu prima svergognasti La nobiltà d'amore. Amor venale, Amor servo de l'oroè'l maggior mostro, Che produca la terrao'l mar fra l'onde. Ma perchéin van mi lagno? Usa ciascun Quell'armi che gliha date la natura per sua salute: Il leon gliartigli, e son potenzaed armi De la donna bellezzae leggiadria. Io perché non per mia saluteadopro La violenza, se mi fé natura Attoa far violenzaed a rapire? Piangae sospiri pur, usiogni sforzo Di pietà, di bellezza: Indi non partirà, Indi non partirà ch'io pria non tinga L'armi mie per vendetta nel suo sangue, L'armi mie per vendetta nel suo sangue.

Sesto

Picciolaè l'Ape,e fa col picciol morso Pur gravie pur moleste le ferite; Or sottoa l'ombra de le palpebre, Or dentro le pozzette Che formaun dolce risoin bella guancia; E pur fa tanto grandie sì mortali E cosìimmedicabili le piaghe. Ohimè, che tutte piagae tutto sangue Son le viscere mie; E mille spiedi Ha negliocchi di Silviail crudoAmore, Silvia crudeleed empia Più che le selve! Oh comea te confassi Tal nome, e quanto vide chi te'l pose! e tu dentroal bel petto Nascondiodio, disdegno,ed impietate, Fere peggior ch'angui, leonied orsi Ché si placano quei, questi placarsi Non possono per prego né per dono. Ohimè, quando ti portoi fior novelli, Tu li ricusi, ritrosetta, forse Perché fior via più bellihai nel bel volto. Ohimè, quand'io t'offriscoil dolce mele, Tu lo disprezzi, dispettosa, forse Perché mel via più dolcehai ne le labbra. Ma se mia povertà non può donarti Cosa ch'in te più bellae dolce non sia, Me medesmo ti dono. Ahi, ché le ville Seguon l'essempio de le gran cittadi; E veramenteil secol d'oroè questo Poiché sol vince l'oroe regna l'oro, O chiunque tu fosti, cheinsegnasti primoa vender l'amor, sia maledetto. Tu le sue liete Dolcezziinamaristi. Ed il piùabominabileeil più sozzo Che produca la terrao'l mar fra l'onde. il cervoadoprail corso, ed il bavoso Cinghialeil dente;e son potenzaed armi De la donna bellezzae leggiadria. Sforzerò, rapirò quel che costei Mi niega,ingrata,in merto de l'Amore: Piangae sospiri pur, usiogni sforzo Di pietà, di bellezza: che, s'io posso Questa mano ravvogliere nel crine, Indi non partirà, Indi non partirà ch'io pria non tinga L'armi mie per vendetta nel suo sangue, L'armi mie per vendetta nel suo sangue.

Canto

Ma qual cosaè più picciola d'Amore, Sein ogni breve spazioentra, e s'ascondeIn ogni breve spazio? Or tra' minuti rivi D'un biondo crine, E pur fa tanto grandie sì mortali E cosìimmedicabili le piaghe. Ohimè, che tutte piagae tutto sangue Son le viscere mie; CrudeleAmore, Oh comea te confassi Tal nome, e quanto vide chi te'l pose! Celan le selveangui, leonied orsi Dentroil lor verde; Fere peggior ch'angui, leonied orsi Ché si placano quei, questi placarsi Non possono per prego né per dono. Ohimè, quandoio ti porgoi vaghi pomi, Tu li rigiuti, disdegnosa, forse, Perché pomi più vaghihai nel bel seno. Ma se mia povertà non può donarti Cosa ch'in te più bellae dolce non sia, Me medesmo ti dono. Or perchéiniqua, Schernieabborriil dono? Non sonoio brutto, no, né tu mi sprezzi Perché si fattoio sia, ma solamente Perché povero sono: Ahi, ché le ville Seguon l'essempio de le gran cittadi; E veramenteil secol d'oroè questo Poiché sol vince l'oroe regna l'oro, Tu prima svergognasti La nobiltà d'amore. Amor venale, Amor servo de l'oroè'l maggior mostro, Che produca la terrao'l mar fra l'onde. Ma perchéin van mi lagno? Usa ciascun Quell'armi che gliha date la natura per sua salute: Il leon gliartigli, e son potenzaed armi De la donna bellezzae leggiadria. Io perché non per mia saluteadopro La violenza, se mi fé natura Attoa far violenzaed a rapire? Piangae sospiri pur, usiogni sforzo Di pietà, Indi non partirà, Indi non partirà ch'io pria non tinga L'armi mie per vendetta nel suo sangue, L'armi mie per vendetta nel suo sangue.

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