CAVATONI, Pietro
3 voix · Tenore, Alto, Canto
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Tenore
Su l'ampia fronteil cresp'oro lucente, il cresp'oro lucente Spars'ondeggiava, e de begl'occhi, e de begl'occhiil raggio Al terrenoaducea fiorito maggio, E luglioai cuori oltra misura, oltra misur'ardente: Nel bianco senoamor vezzosamente Scherzav'e non ardia di farglioltraggio E l'aura del parlar cortes'e saggio Fra le rose, Fra le rose spirar, Fra le rose spirar s'udia sovente, Fra le rose spirar s'udiasovente. Io, che forma celest'in terra scorsi, in terra scorsi, in terra scorsi, in terra scorsi, Rinchius'i lumi, Rinchius'i lumi, Rinchius'i lumie dissi: hai, comeè stolto Sguardo, comeè stolto Sguardo ch'in lei sia d'arrischiarsiardito! Ma de l'altro periglio non m'accorsi, ma de l'altro periglio non m'accorsi: Che mi fu per l'orrechie, per l'orrechieil cor ferito Ei dettiandaro, Ei dettiandaro, Ei dettiandaro, Ei dettiandaroove non gions'il volto, ove non gions'il volto.
Alto
Su l'ampia fronte il cresp'oro lucente, il cresp'oro lucente Spars'ondeggiava, e de begl'occhiil raggio Al terrenoaducea fiorito maggio, fiorito maggio, E luglioai cuorioltra misur'ardente: Nel bianco senoamor vezzosamente, vezzosamente, vezzosamente Scherzav'e non ardia di farglioltraggio; E l'aura del parlar cortes'e saggio Fra le rose spirar s'udia sovente, Fra le rose spirar, Fra le rose spirar s'udia sovente. Io, che forma celest'in terra scorsi, in terra scorsi, in terra scorsi, in terra scorsi, Rinchius'i lumi, Rinchius'i lumi, Rinchius'i lumie dissi: hai, comeè stolto Sguardo, comeè stolto Sguardo, comeè stolto Sguardo ch'in lei sia d'arrischiarsiardito! Ma de l'altro periglio non m'accorsi, non m'accorsi: Che mi fu per l'orrechieil cor ferito, Che mi fu per l'orrechieil cor ferito Ei dettiandaro, Ei dettiandaro, Ei dettiandaroove non gions'il volto, ove non gions'il volto.
Canto
Su l'ampia fronte il cresp'oro lucente Spars'ondeggiava, e de begl'occhiil raggio, e de begl'occhiil raggio Al terrenoaducea fiorito maggio, E luglioai cuori oltra misur'ardente, ardente: Nel bianco senoamor vezzosamente Scherzava, scherzav'e non ardia di farglioltraggio; E l'aura del parlar cortes'e saggio Fra le rose spirar s'udia sovente, Fra le rose spirar s'udia sovente, fra le rose spirar s'udia sovente. Io, che forma celest'in terra scorsi, in terra scorsi, in terra scorsi, in terra, in terra scorsi, Rinchius'i lumie dissi: hai, hai, comeè stolto Sguardo, comeè stolto Sguardo ch'in lei sia d'arrischiarsiardito! Ma de l'altro periglio non m'accorsi, non m'accorsi: Che mi fu per l'orrechie, Che mi fu per l'orrechieil cor ferito Ei dettiandaro, Ei detti, Ei dettiandaro ove non gions'il volto, ove non gions'il volto.
Copyright 2018 Emiliano Ricciardi
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